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Exploro Yolanda
13-20
Ottobre 2007
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Alla ricerca dei resti della Yolanda...... Una spedizione subacquea è un progetto, spesso complesso e molto impegnativo; ma è soprattutto il tentativo di realizzare una intuizione, un desiderio, a volte un Sogno del suo ispiratore. Exploro Yolanda è la concretizzazione del Sogno di Lorenzo Del Veneziano. Era la fine degli anni ottanta, quando Lorenzo fece il suo primo incontro con il relitto dello Yolanda, un cargo cipriota che trasportava, tra l'altro, quei sanitari, che tanti subacquei hanno sorvolato visitando Yolanda Reef nel parco di Ras Mohamed a Sharm El Sheik. Una nave che, come altre in quel Mare, si arenò sul reef e che l'opera delle onde e del vento ben presto portarono sotto la superficie, verso gli abissi del Mar Rosso. Da qui il Progetto Exploro Yolanda: documentare le sorti e condividere con la comunità subacquea il destino del cargo. In precedenza una spedizione inglese riportò, senza prove tangibili, di aver trovato i resti della nave adagiati a circa 140 metri di profondità. "IL TEAM" Realizzare tali obiettivi ha richiesto grandi sforzi ad iniziare dalla costruzione di un Team appropriato e competente per svolgere le molteplici attività di supporto e di garanzia per la sicurezza: 12 subacquei, tra cui anche Leandro Astolfi, medico anestesista, costantemente in contatto con il responsabile del centro iperbarico di Sharm. Luigi Casati (certo non ha bisogno di presentazioni - n.d.r. ) e Lorenzo saranno i sub di "punta"; il resto del team con compiti ben precisi a coprire dall'assistenza profonda alla documentazione video delle fasi finali delle immersioni.
Il "Team" inciso da Luca sul retro della targa commemorativa "SI PARTE" La preparazione di Exploro Yolanda è stata particolarmente impegnativa. In particolare gli aspetti logistici hanno richiesto tutto l'impegno e grandi risorse da parte degli sponsor. Si trattava di inviare a Sharm El Sheik quintali di attrezzature: 4 rebreather, svariate bombole (alcune da 20 litri) di bail out, attrezzature varie, etc. Alla fine si è optato per spedire il tutto via mare a bordo di un catamarano noleggiato appositamente e partito da Genova con un mese di anticipo sulla data di inizio. "DIARIO DI BORDO" (about me) 13 Ottobre - Sembrava non giungere mai, eppure eccoci qui: aeroporto di Malpensa, il momento della partenza è giunto. Lorenzo e Gigi (Casati) sono partiti con un giorno di anticipo per coordinare le operazioni di scarico delle attrezzature al porto di Sharm. Siamo tutti parecchio eccitati. Si ride e si scherza, ma avverto nel gruppo quel filo di tensione di chi si appresta alla linea di partenza in attesa dello "start".
A bordo Arrivati a Sharm, troviamo finalmente Lorenzo e Gigi ad attenderci al Porto dove ci imbarcheremo sul Carpe Diem, la barca, che diventerà la nostra casa per la settimana a seguire. Ma ecco il primo intoppo: il catamarano con le attrezzature è rimasto bloccato nel canale di Suez per non meglio specificati problemi doganali. E' un brutto colpo: abbiamo previsto tre immersioni su Yolanda Reef intervallate, vista l'elevata profondità dell'immersione, da un giorno di break. Per rispettare il programma occorre, però, iniziare già dal giorno successivo, e senza rebreather.....impossibile! Ci addormentiamo nel caos del Porto di Sharm sperando in buone nuove con il nuovo giorno. 14 Ottobre - la prima domanda, al risveglio, riceve purtroppo risposta negativa: "le attrezzature?", "Ancora bloccate". Giò (Giuseppe Sala, titolare della Giò Sub e main sponsor) si è recato sul posto per cercare una soluzione. Nonostante le circostanze, lo spirito del team è forte: eccomi con Lorenzo e Gigi a noleggiare Jacket e mutino (le nostre attrezzature sono bloccate con i reb - n.d.r.) per immergerci nei colori del Mar Rosso. Inutile prendersela; d'altra parte gli imprevisti fanno parte di queste avventure. Usciamo dal porto e ci dirigiamo a Ras Um Sid per la prima immersione e a Ras Kety per la seconda. I pensieri si sciolgono tra le risate del gruppo e i colori e la vita di queste acque.
Il buon umore non manca: Davide e Lorenzo.
La Vita di Sharm
Gigi esplora il "Lago Tropicale"
Tartaruga e l'Imperatore "Napoleone" (che riposa)
Il Giardino incantato
"guai a chi mi tocca!" "Uffa. Eccone un altro in arrivo"
Volo tra i colori L'ottimismo e le risate aiutano. Al rientro in Porto troviamo il miracolo di Giò: 700 chilometri nel deserto in Pick Up con le attrezzature nei cassoni! Grande, Giò!!!! La serata è dedicata ad imbarcare tutte le attrezzature e ad assemblare i rebreather. E la "Carpe Diem" si trasforma.......
La "Carpe Diem" versione Cargo E' tardi ormai. Tutti a nanna: domani test delle attrezzature sul Thistlegorm. 15 Ottobre - alle prime luci del giorno, il Comandante ha già coperto il lungo tratto di navigazione; siamo sopra uno dei relitti più visitati al mondo, il Thistlegorm, che certo non ha bisogno di presentazioni. Lo scopo dell'immersione odierna è verificare lo stato delle attrezzature provate dalla lunga navigazione in catamarano. Lorenzo e Gigi vanno in acqua per primi; seguiamo in coppia Gianluca ed io. Il resto del Team farà, contrariamente a noi, due immersioni. Il Report di questa splendida immersione, in libertà (vedi Il Thistlegorm senza bolle). Riemergiamo dopo quasi 90 minuti: le attrezzature sono a posto. Un po' di riposo al caldo Sole di Sharm, le operazioni di ricarica dei Gas e siamo pronti. La sera dopo cena, Lorenzo tiene il briefing per la giornata seguente: obiettivo Yolanda. Ad ognuno è affidato un compito. Si ripassano le procedure e i ruoli. Siamo pronti!
Gigi, Luciano e Roberto preparano la cima nella sacca speleo 16 Ottobre - La sveglia è prevista per le ore 6, ma apro gli occhi molto prima. E non sono il solo. La colazione ci attende; il clima è sereno, ma avverto chiaramente quella elettrica agitazione, misto di concentrazione ed adrenalina, del Team.
Ultimi preparativi delle attrezzature di ripresa Un rapido briefing per incidere in ciascuno di noi il proprio compito. Gianluca ed io andremo in acqua per primi. Il nostro compito sarà quello di stendere una cima guida e agganciarvi, a differenti profondità, alcune bombole di emergenza per Gigi e Lorenzo. Andrea farà assistenza fonda; Davide e Simonetta si occuperanno di girare le immagini in fase di deco; il resto del gruppo si alternerà in assistenza garantendo il supporto in acqua e i contatti con la barca. Il lavoro di preparazione è veloce, ma controllato. Leandro e Luciano mi aiutano a vestirmi. Davide si prende cura di Gianluca. Terminiamo i controlli dei Rebreather, uno sguardo di intesa con Gianluca e..... Exploro Yolanda entra nel vivo!
Il Rito della vestizione
"Grazie, Ragazzi" "Si, c'è tutto" "Il solito VR3"
Pronti!
Lorenzo e Gigi supervisionano
In Acqua con i bail out da posizionare e la cima da stendere Raggiungiamo il pianoro dei "cessi", e fissiamo con una gassa la cima. Appena cominciamo a scendere lungo il reef, ci si presenta una spettacolo lunare. La nave, scivolando verso il fondo, ha lasciato una profonda incisione nella roccia: non c'è più nulla, se non una "autostrada" grigia, che ha inghiottito coralli, piante, tutto. Scorgiamo i primi rottami: pezzi di container e lamiere. A 40 metri lasciamo le prime bombole di emergenza. La visibilità è incredibile: almeno una cinquantina di metri lateralmente ed una trentina in verticale. Anche la luce non accenna a diminuire. Non accendo neppure la torcia. Proseguiamo la discesa. Il grigio del fondale arato dalla nave è vagamente inquietante per il contrappasso con la luce e il colore di questo Mare. Anche la temperatura dell'acqua si mantiene elevata (mai sotto i 24° anche alla massima profondità). A circa 90 metri finiamo di lasciare le bombole; proseguiamo, comunque, a posizionare la cima fino ai 116 metri. Lascio correre lo sguardo intorno. Ai lati scorgo ulteriori rottami, alcuni molto grandi. Verso il basso, invece, mi sarei aspettato di vedere i resti dello scafo, come raccontato dalla spedizione inglese. Ma non c'è nulla. Iniziamo la risalita esplorando e curiosando tra i vari cimeli della Yolanda: container, vasconi, tralicci, tubature, scalette, etc. Prossimi alle ultime tappe di decompressione, vengono a trovarci i nostri compagni: è tranquillizzante poter contare sul supporto dell'Assistenza. Riusciamo ad intravedere Lorenzo e Gigi scendere verso il fondo. Passiamo gli ultimi 70 minuti di decompressione a curiosare tra i coralli e a destare la curiosità dei gruppi di subacquei in visita a Yolanda Reef.
in deco Sulla Carpe Diem, mentre noi iniziavamo la nostra discesa, si erano svolti i preparativi di Gigi e Lorenzo.
Si indossano i rebreather
Controlli
Concentrazione
Let's Go!! Riemergiamo dopo quasi 2 ore di immersione. Siamo contenti, che tutto sia andato bene; resta la tensione per Lorenzo e Gigi, che nell'immersione odierna avrebbero raggiunto quote intorno ai 160/170 con run-time superiori alle 4 ore. Restiamo tutti in attesa.
Si torna a bordo
"Tutto OK!" In acqua si alternano gli assistenti per portare liquidi e verificare l'andamento della decompressione di Gigi e Lorenzo. Leandro è in comunicazione con il centro iperbarico di Sharm. A bordo si chiacchera, ma gli occhi sono alla sommità di Yolanda.
Leandro vigila
Il gommone sopra il reef Le notizie riportate dai sub sono buone: tutto bene. Eccoli, finalmente!
Gigi a bordo
"Delve"
"Ho finito il succo di frutta" L'atmosfera a bordo si rilassa.
I sorrisi di Simonetta, Andrea ..... Leandro e Luciano...
e Roberto E' tempo del resoconto e della conta dei "danni". Già, perchè purtroppo ci ha abbandonato la macchina fotografica di Lorenzo; forse non avrà retto all'emozione, o più semplicemente a una quindicina di bar di pressione!!!
Davide mostra i danni
Impressionante! Per il resto, tutto è andato bene. Lorenzo e Gigi si sono spinti alle quote previste (160/170 metri) trovando parecchi detriti, tra cui le due ancore, ma del relitto, o parte consistente di esso, non c'è traccia. Commentiamo, ovviamente, il report della spedizione inglese (la morfologia del fondo, difficilmente avrebbe potuto trattenere lo scafo alle quote da loro indicate). Mistero (?!?). 17 Ottobre - Giornata dedicata al relax per i profondisti e alla manutenzione delle attrezzature. Il resto del Team, invece, si dedica alle immersioni. In particolare oggi visiteremo un altro relitto ben conosciuto della zona: il Dunraven. A sera, finalmente, il catamarano ci raggiunge con il resto delle attrezzature.
18 Ottobre - seconda immersione a Yolanda Reef. Il briefing illustra i nuovi obiettivi e le mansioni di ciascuno. Gigi e Lorenzo aumenteranno ulteriormente la profondità in cerca di resti consistenti del Relitto; si occuperanno anche di girare le immagini dell'immersione tramite un telecamera scafandrata e un mini-camera montata sul caschetto. Il piano di sicurezza viene ripassato più volte. Gianluca ed io andremo a riposizionare le bombole di emergenza e, in fase di risalita, mapperemo il reef annotando quote e rottami; ci occuperemo anche di portare fino all'ancora posta a 68 metri la targa commemorativa e di scattare immagini in risalita. Andrea si occuperà dell'assistenza profonda andando incontro a Gigi e Lorenzo intorno ai 60 metri; Davide, Simonetta, Luca, Luciano, Roberto e Alessandro si alterneranno in assistenza. Leandro, invece, resterà in allerta per eventuali emergenze (in barca abbiamo anche un defibrillatore).
Il clima è sereno
Controlli pre-immersione alle "macchine"
Il nostro bagaglio è pronto
Si parte!! Iniziamo la discesa seminando le bombole di emergenza. Alla prima ancòra lasciamo la targa e la mia macchina fotografica. Si scende. Depositiamol'ultima bombola da 20 litri intorno alla novantina di metri e proseguiamo fino a 120. Ci apprestiamo a risalire il ripido pendio del reef; Gianluca alla destra della cima, io a sinistra. Annotiamo ogni rottame sulle nostre lavagnette.
Gianluca in risalita mappa il reef
"Cessi Profondi" Tubi
Rilievi
Una foto ricordo sull'Ancòra
Bail Out A bordo, nel frattempo, fervono i preparativi per Lorenzo e Gigi.
Concentrazione
OK!!!!
Si parte Incrociamo Lorenzo e Gigi durante la nostra risalita.
Riemergiamo dopo poco più di due ore. Inizia l'attesa per il ritorno di Gigi e Lorenzo. Gli assistenti ci fanno sapere che sono a quota deco; è un sollievo, ma finchè non saranno fuori dall'acqua, restiamo in apprensione.
In decompressione Eccoli arrivare: dopo quasi cinque ore di immersione.
Lorenzo Gigi A bordo il clima si distende, la tensione si stempera nei racconti e nelle impressioni. Lorenzo ha esplorato il reef fino a 176 metri; Gigi ha fatto una punta superiore ai 200 metri. Dello Yolanda, ormai è certo, non restano che rottami sparsi sul reef; il resto della nave deve essere sprofondato nell'abisso (il fondo è prossimo ai 600 metri!!!!!).
Finalmente a bordo
La lavagnetta rigorosamente artigianale Il resto della giornata è dedicata al relax riempiendo la barca di chiacchiere, risate e, perchè no, qualche innocente scherzetto.
Delve e Alessandro Luca al "bar"
I soliti burloni Dedichiamo l'ultimo giorno a sistemare le attrezzature e a goderci l'estate ottobrina di Sharm. Tutti sono soddisfatti, anche se già si manifesta quell'insidiosa nostalgia per un'avventura, che volge al termine.
Almeno fino alla prossima spedizione!!!!! Rivista SUB
NOTA: le foto riportate in questa pagina web sono state scattate dall'intero team di Exploro Yolanda.
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