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San Guglielmo
Loano 22 Aprile 2006
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L'inizio del XX secolo fu testimone di un grande fenomeno di migrazione dall'Italia verso la Terra Promessa americana. Furono migliaia gli italiani, che, nel tentativo di sfuggire alla miseria della neonata Italia, imbarcarono sogni e speranze sulle grandi navi transoceaniche. Il San Guglielmo era una di queste: un grande transatlantico che finì le proprie traversate l'8 Gennaio 1918 ad opera di un siluro tedesco mentre si accingeva a puntare nuovamente la prua verso New York. Il San Guglielmo venne varato nel 1911; era una nave moderna ed imponente con la sua stazza superiore alle 8000 tonnellate; e tanto prezioso metallo non poteva venir lasciato in custodia al Mare, complice anche la bassa profondità a cui si trova il relitto (max 27 metri). Pertanto, oggi, del San Guglielmo restano le stampe d'epoca e i rimasugli dei recuperi effettuati in più sessioni. L'abbiamo visitato in una chiara giornata di Aprile, ma il Mare, a causa del fondale fangoso, non ci ha regalato buona visibilità. Da questo incontro con il San Guglielmo ci portiamo via le immagini dell'opera dell'Uomo, affamato di metallo per far fronte alle necessità belliche ed industriali, e la sensazione, un po' triste, che un pezzo di Storia sia stato, in qualche modo, profanato. Dalla foschia, spuntano le poche strutture risparmiate dall'opera di recupero; sul San Guglielmo operò, con consumata esperienza ed efficacia, anche l'Artiglio. E si vede. Scheletri nella foschia.....
Claudio si aggira tra le lamiere.....
Dettaglio delle strutture
Ad ogni Relitto il Mare riserva una nuova Vita fatta di colori e quotidianità
Aragostella
Candidi.......... ...colori
Triglie al pascolo Le strutture offrono all'obiettivo le proprie geometrie attenuate dalla sospensione
E' tempo di riemergere. Nell'erogatore un certo sapore amaro per la visita ad un Museo violato. |