Ariete: cinque anni dopo.                            Diano Marina  02-07-2007

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Giornata frenetica di ordinaria follia lavorativa. Il cellulare suona. "Ancora; chi sarà?". E' Lorenzo; meno male! "Ernesto (Paniggia, titolare di Eurosub a Diano Marina -ndr-) ha trovato un relittino: appuntamento per il 2 Luglio!". D'improvviso l'umore cinghialesco si rischiara.

La sveglia ulula, mannaggia a lei: sono le 04.45 del 2 Luglio. L'auto è carica da ieri sera. Saluto i gatti e parto aiutato da una dose bovina di caffeina.

Alle 8.00 sono al diving e, tanto per cambiare (maledette tendenze svizzere) sono in anticipo. Altro caffè e dieci minuti di pennica in auto.

Ci siamo: il primo ad arrivare è Pierpaolo. "Piacere".

E' poi il turno di Lorenzo e Roberto. E di seguito Luca e i suoi amici per effettuare delle riprese video.

Cominciano le operazioni di carico (e sovraccarico della povera "Ape").

E siamo solo all'inizio....

IL RELITTO

Ernesto ci racconta di aver letto sull'ecoscandaglio un innalzamento sospetto del fondale durante la ricerca di qualche nuova secca da visitare, e da buon subacqueo, annotate le coordinate, è tornato a verificare. E' così che ha ritrovato il relitto della barca da pesca "Ariete", di cui non si avevano più notizie da circa 5 anni, quando fu purtroppo ripescato il corpo del suo proprietario.

Lasciamo andare in acqua per primi Lorenzo e il team di Luca per fotografare e filmare con tranquillità. Poco dopo è il nostro turno: Pierpaolo, Roberto ed io.

La corrente ci accompagna nella discesa per i primi 30 metri circa. Raggiungiamo l'ancora, che dista dal Relitto una ventina di metri; per comodità fisso il reel alla catena e lo assicuro poi alla poppa dell'Ariete.

La poppa                                                                           Pierpaolo

            

Delve                                                                                 Luca all'opera

    

                                            La prua                                                                Estintore                                            

    

Fiancata                                                                             I resti del tendalino

   

Vano motore                                                                 Attrezzi

L'Ariete è lunga circa una decina di metri. Colpisce lo stato di colonizzazione che ormai la decora: sono trascorsi solo 5 anni dal suo affondamento, ma la maggior parte delle strutture sono ormai trasformate: basti osservare la ruota salpa rete sulla prua.

Ci aggiriamo curiosando. L'Ariete, così piccola, induce a concentrarsi sui dettagli, a cercare le tracce del quotidiano: arnesi da pesca, il salvagente ancora fissato sulla fiancata di dritta, il nome scritto probabilmente a mano........ pezzi di Vita sul fondo.

   

Roby a poppa                                                                   si curiosa

   

Pierpaolo                                                                         in cerca

      

Particolari delle concrezioni

Puleggia

   

Si risale....                                                                  "alla prossima..."

Il Cinghiale

Lasciamo l'Ariete a riposare sul fondo e raggiungiamo l'ancora che si è allontanata parecchio, trascinata dalla corrente.

Considerazioni.

Il Viaggio di ritorno in auto, coccolato dal vento che entra dal finestrino, è l'occasione per ripensare a questa immersione. L'Ariete non verrà certo annoverato tra i Relitti con la "R" maiuscola del nostro mare; ma anche lui, con i suoi pochi metri e i suoi dettagli, racconta la sua storia fatta, mi immagino, di lavoro quotidiano, di Sole e di sale, di reti a volte piene ed altre vacanti, del sudore e della passione di chi ha condiviso, purtroppo, anche il suo inabissamento. E' un pezzo di Vita, certamente di altri, che riposa lì, sul fondo e che in qualche modo rivive nell'interesse di coloro, che lo vanno a trovare cinquanta metri sotto le onde.