Ritorno sull'Impavido    Cecina (LI) 02/12/2007

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Sul relitto della torpediniera Impavido ci eravamo già immersi ad Aprile ( cfr Impavido), e fu subito chiaro che ci saremmo tornati ben presto. E così è stato.

Il ritrovo è per sabato sera a Piombino per imbarcarci sul Gulliver; una pizza in compagnia e tutti nelle cuccette in attesa dell'alba per lasciare il porto alla volta del Relitto.

La giornata è splendida; non sembra proprio di essere già in Dicembre.

Il Comandante accende i motori e prendiamo il mare; le eliche spingono senza sforzo il Gulliver in direzione di Rosignano, mentre il rosso dell'alba colora la spuma della scia della barca, che sembra riflettersi, come in uno specchio spezzato, nelle nubi arrossate nel cielo.

"Sveglia Ciurma, giù dalle brande". La colazione aiuta a riprendersi....... forse.

La luce rivela anche la trasformazione del povero Gulliver da barca da crociera a cargo merci: in effetti, 13 subacquei in configurazione tecnica si fanno proprio "sentire" ("...attenti al Tek..").

Il Capo Spedizione guida la truppa: evviva il nostro Capitan Capizzi!

Il Sole ci scalda durante la navigazione durata circa tre ore.

Finalmente ci siamo.

Andrò in acqua in coppia con Roberto L. Rispetto all'immersione fatta ad Aprile, in questa occasione potremo contare su una maggiore permanenza sul fondo garantita dall'uso dei rebreathers e confidiamo, così, di riuscire a perlustrare con calma anche il troncone di mezza nave armato di cannone.

In acqua; bubble check in discesa e raggiungiamo rapidamente il Relitto.

Il pedagno è vicino alla spaccatura del troncone di poppa. Purtroppo la visibilità è pessima, ma il fascino dell'Impavido ci attrae. Un rapido giro sulle eliche e raggiungiamo il troncone centrale, che giace a pochi metri di distanza. A terra, i resti del telegrafo di macchina giacciono velati di limo, e una cassetta porta munizioni spicca dal fondale.

       

Il fondo è disseminato di resti: rottami di ferro, pezzi di tubi e varie bombe di profondità per la caccia ai sommergibili.

Continuiamo la nostra esplorazione. Eccola. Siamo arrivati in prossimità della torretta del cannone. Il troncone di nave giace coricato sul lato sinistro, e la lunga canna del cannone fugge parallela al fondale.

       

Ai piedi della torretta fa bella mostra di se una mitragliatrice, forse una 7,62 fissa. Mi stupisco dell'ottimo stato di conservazione dell'arma: giace in quel punto da oltre 63 anni (l'Impavido fu affondata il 25 Aprile 1944) e ancora si distinguono bene i dettagli meccanici del pezzo.

La visibilità condiziona irrimediabilmente la qualità delle immagini; è un peccato,certo, e lo è soprattutto per chi può visitare solo virtualmente il Relitto. Per noi, che lo abbiamo toccato, sono comunque sufficienti per non far sbiadire il ricordo di quel contatto e dell'emozione dei nostri piccoli viaggi nella Storia.