| Relitto della Tirpitz Sanremo 11-12-13 Giugno 2006 | |
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Leggi l'articolo di "SUB" di L. Del Veneziano Prologo: 23 Luglio 1941 – al largo di Sanremo.
Una grossa nave da carico procede al ritmo lento dei suoi motori: 11 nodi, o poco più. Sul pennone sventola il vessillo tedesco. Non è sola, e i suoi 140 metri di lunghezza non sfuggono all’occhio di un periscopio inglese. E’ lì per questo; è in caccia. L’ordine secco alla sala di lancio e le scie dei siluri solcano le onde. Oggi la Tirpitz, questo è il nome della nave tedesca, giace su un fianco a 88 metri di profondità. Domenica Ci dedichiamo all’attività di “camallaggio”. ".. si camalla..." La Spedizione si svolgerà in tre giorni, ma, a giudicare dal numero di bombole, bibombola, decompressive, rebreathers ed attrezzature varie, sembrerebbe più il trasloco di un grosso diving. La sera la dedichiamo al “trasferimento”; giunti a Diano Marina iniziamo a scaricare le attrezzature al diving EuroSub di Ernesto Paniggia: il cortile si trasforma, in breve tempo, in un deposito di bombolame vario. Il “Team” subacqueo è al completo: Lorenzo Del Veneziano, “Gigi” Casati, “Gianlu” Bozzo, Fabio Agostinelli, Andrea Pizzato, Roberto Liguori, Leandro Astolfi ed io. Ad elevare il livello estetico del gruppo, oltre a dare supporto pratico, ci sono Eva, Simonetta e Stefy. La sera, in camera (un GRAZIE a “Mari” per l’ospitalità!!!-ndr-) le chiacchiere si srotolano veloci tra tabelle, minuti di run-time, miscele…. E finalmente Morfeo ci porta al grande primo giorno.
"il riposo dei guerrieri" Lunedì Al diving tutto è pronto: le miscele sono state analizzate, le attrezzature caricate su una Ape-Car (sul punto di ribaltarsi per il peso) e sono pronte per raggiungere il Gommone di Ernesto.
Analisi delle miscele... secondo Roby Attrezzature " Forza, non imboscatevi, Besughi...."
Fabio Eva e Lorenzo
Le tabelle di Andrea Gianlu "Supporto .... morale!!"
Apecar sull'orlo di una crisi di nervi "mmmmhh speriamo non si sfasci" Manca solo da decidere chi, per oggi, garantirà l’assistenza in acqua ai sub (la sicurezza prima di tutto!). La Dea bendata bacia Leandro e me per l’incarico. Non ho rammarichi: siamo contenti di garantire la serenità ai sub, che oggi scenderanno sul Relitto. A bordo! Ci siamo. Il gruppo con i “Reb” scende in acqua per primo: Lorenzo si attrezza con la macchina fotografica e si suoi “Soli” personali (circa 500 watt di illuminatori –ndr-).
Preparazione di Lorenzo Il “Reb” group lo segue. Gigi Casati, con il caschetto speleo bianco e la muta rossa, si distingue bene anche in discesa: sempre più giù.
Gigi in acqua I Run-time scorrono lenti: Leandro ed io scendiamo in acqua in assistenza: ognuno di noi incontrerà un gruppo di Sub alla quota di 30 metri (cambio gas dal Trimix di viaggio, per i “circuiti aperti”, a Ean 36) per verificare se tutto è ok. Le nostre macchine fotografiche congelano le espressioni soddisfatte degli amici: il Relitto deve essere davvero splendido!
Gianluca Fabio
Lorenzo Andrea
In deco Si riemerge La sera trascorre, gambe sotto-al-tavolo-imbandito-dai-manicaretti-della-Signora-Paniggia, riempita dalle eco dei dettagli dell’immersione e dal vociare dei cronisti della partita dell’Italia ai Mondiali. La cucina invita al relax e ai racconti.
Foto e seppie in umido!!!! Visioniamo le foto della prima immersione e ci facciamo un’idea di quello che ci aspetta per il giorno successivo. Martedì Solito e doveroso giro di controlli ed attrezzature e siamo pronti ad imbarcarci. Lorenzo e gli altri in circuito chiuso vanno in acqua per primi; Leandro ed io, con calma, cominciamo a prepararci. Ci siamo: check reciproco dell’attrezzatura e partiamo.
Pronti Si parte La cima del pedagno ci guida verso il Relitto. Al quarto minuto atterriamo sul Relitto. Giusto il tempo di fissare la strobo alla cima e partiamo. Il Relitto è imponente. La nave, che riposa da 65 anni distesa sul fianco sinistro con gli alberi tesi come dita a mantenerla in equilibrio, è lunga circa 140 metri e larga circa 18 metri. A colpirmi è la visione di questo Mondo rovesciato: mi distendo su un fianco per dare un senso alle strutture che mi stanno dinanzi; finalmente comincio a dare un nome alle singole forme, che si esplicitano davanti agli occhi: il Ponte di comando, con i finestroni che fuggono dal fondo verso la luce; i bighi di sostegno delle scialuppe, da cui ora pendono parti di grandi reti da pesca. Il fondo è disseminato di reperti: una grossa batteria di bomboloni si discosta dalla struttura dei ponti. Il tempo scivola via, anche qui sul fondo di un Mare ora pacifico, ma che per la Tirpitz e il suo equipaggio fu complice del sommergibile inglese, che la colpì a tradimento. Leandro richiama la mia attenzione: dobbiamo andare. Mentre recupero la bombola di Trimix di fondo, lasciata sul pedagno per emergenza da Gigi, butto un’ultima occhiata e mi sorprendo a salutare il Relitto: “a domani!”. Ma l’immersione non è finita: è solo trascorso il tempo di fondo; ora dobbiamo pagare il nostro tributo alla fisiologia con circa 50 minuti di risalita.
Il Cinghiale In deco Leandro Da fuori, lo so, potrebbe sembrare un lungo, noioso ed inutile lasso di tempo. In realtà, per chi la sa cogliere, è una grande opportunità: è il tempo necessario a sviluppare la pellicola impressionata attraverso gli occhi, a rendere permanente, come in una stampa fotografica, le immagini latenti dentro la testa. E mi convinco ancora di più del fascino di questo Relitto. Mercoledì Stamattina, oltre al “Reb-Group”, scenderemo in quattro in circuito aperto: Andrea e Roberto, Leandro ed io. Abbiamo stabilito di concentrare l’esplorazione nella zona dei ponti; in qualche modo associo a questa parte della Nave la presenza del suo equipaggio: immagino la Sala Comando in fermento durante le manovre e come, da lì, siano stati urlati ordini concitati nel tentativo di contrastare il destino portato da un siluro. In una scena di Guerra e Morte, mi sembra il punto più “vivo” del Relitto, quello in cui, nei pochi minuti della nostra visita, portare omaggio agli Uomini, che hanno davvero vissuto quel pezzo di Storia.Planiamo lungo le strutture incoronate, sul ciglio della fiancata di dritta, da una balaustra resa irregolare dal tempo e dall’affondamento. Approfitto del film, che mi sono fatto nella testa il giorno precedente, per cogliere anche i dettagli costruttivi, per cercare di portarmi via un dipinto quanto più completo della Tirpitz. E' la fine di una splendida tre-giorni in compagnia di amici, del Mare e della Storia. Alla prossima! Scuse: Purtroppo non disponiamo di attrezzatura fotografica in grado di sopportare le quote finali di questa immersione: per ora non abbiamo avuto la possibilità di mostrare il Relitto. Ringraziamenti: a tutto il Team (incluso l’importante sezione femminile - ndr -), per l’allegria e l’affiatamento; a Ernesto (Eurosub di Diano) per l’assistenza e il supporto; ai genitori di Ernesto, per averci coccolato e deliziato (oltre ad averci messo all’ingrasso!!!!!) a Marisa per l’ospitalità (e per averci mostrato il Santo Graal) |